Principi dell’Ermetismo Tradizionale

APPUNTI SULL’ERMETISMO – PARTE TERZA

Nel concetto unitario dell’Universo, cioè dell’Esistente, nella Natura visibile e invisibile (concetto delle antiche Scienze Sacerdotali, dei filosofi Pitagorici e Neoplatonici, e di tutti gli iniziati alla Scienza Assoluta nelle sue Leggi e nella Verità Unica), non possono esistere partizioni o comunque divisioni dell’Unità.

Secondo questo fondamentale Principio Unitario della Scienza Ermetica, la Materia è UNA, formata di una UNICA ESSENZA, sempre viva, in continuo movimento, generante la Vita, che nella sua perfetta Alchimia (ma anche secondo i principi della fisica moderna), si rinnova e si trasmuta nelle infinite gamme vibratorie sino alla consistenza ultima di densità, percettibile e ponderabile costituente la forma visibile a tutti nota.

Concepire questa unità sintetica dell’Esistente, è intendere la Eternità di una Legge Universale Intelligente Creatrice, rappresentata, in modo comprensibile ai più, dal Dio Unico delle religioni classiche, concetto di Unità che la filosofia ricerca in un trascendente o in un immanente.

La Verità Unica, rappresenta il patrimonio della Scienza Sacerdotale e chiave di ogni Religione e Scienza Sapienziale;  viene percepita, dall’Ermetista iniziato, nella sua sintesi, come Causa Prima di ogni creazione, nell’ Armonia dei Mondi visibili e invisibili.

La mente umana tende a spiegare tutto attraverso il meccanismo del ragionamento (unico strumento a sua disposizione), per tentare di carpire i segreti della Natura naturata; resta il fatto che la mente è, per sua natura, molto limitata e strutturata in modo diverso da uomo a uomo.

La Mente raggiunge livelli molto elevati quando riesce ad unirsi con il suo principio più alto: l’Intelligenza Solare, mediante un processo di palingenesi Alchemico; questo processo di “rinascita” attraverso la dissoluzione delle false concezioni illusorie, le permette di comprendere – per gradi – il linguaggio divino.

Questo livello superiore del’aspetto mentale dell’Uomo, può essere identificato come un centro dinamico senza dimensioni ove non esiste tempo e spazio, termini propri della mente (condizione) umana rappresentanti la relatività delle impressioni e i limiti delle senso percezioni. Non a caso la saggezza orientale definisce lo stato di coscienza percettivo dell’uomo comune come Maya, la Grande Illusione, dalla quale occorre liberarsi qualora si voglia avere un contatto con la Realtà.

Ciò che si presenta al senso fisico comune quindi non è la Realtà, perché questa, restando non percepibile dai normali sensi posseduti dall’uomo, si può solo intuire per mezzo della percezione della Forza Vitale presente in tutto l’Universo. Solo riuscendo a comprendere la natura di questa Forza Vitale, che permea la forma e la sostanza concreta di qualsiasi cosa esista (ai vari livelli di aggregazione conosciuti), se ne può percepire la presenza e quindi arrivare alla conoscenza e la visione del Reale.

Per la Filosofia Ermetica i sensi fisici rappresentano un primo legame tra il finito e l’infinito, tra il visibile e l’invisibile, tra la materia fisica e lo spirito[1].

L’apparato sensorio è costituito da una energia che agisce e si dirama in tutto il sistema nervoso: è la Forza Vitale, forza unica che anima l’Uomo e tutti gli organismi viventi della natura, che esteriorizzata prende più propriamente il nome di Forza Psichica (più o meno irraggiante) o Aura o Fluido magnetico umano. Il Centro delle sensazioni non risiede nel Cervello, organo in cui si esplica la funzione del pensiero, che le riceve per riflesso, ma nel Plesso Solare, nel punto bipolare in cui si incrociano i fasci nervosi, molto noto agli Ermetisti praticanti (in corrispondenza del Chakra Anahata).

Questo centro sensibilissimo della energia dinamica, nel mondo di relazione riceve le impressioni di forze esterne che, trasmesse al cervello tramite la forza racchiusa nel sistema nervoso, si ripercuotono sul mentale e quindi sul Centro di Coscienza della Intelligenza umana.

Il Centro è intelligente, fisso, eterno ed immutabile; è l’ENTE o NUME, preesistente alla formazione del corpo umano e persistente dopo la sua dissoluzione, artefice della forma umana e produttore della vita organica. Se questo Centro Sensorio Intelligente non viene liberato o separato dalle cause esterne o interne offuscanti, e quindi dalle sensazioni che ne derivano, risente, per osmosi, inevitabilmente, della in-perfettibilità della mente che le produce.

Per conseguenza l’uomo agisce in relazione al suo pensiero e formula le sue concezioni mentali secondo le tendenze individuali e in rapporto allo sviluppo mentale. Le varie Scienze speculative sono sorte col contributo delle menti umane in continua e costante ricerca, evolvendosi sempre più nei tempi[2], formanti ciò che comunemente viene chiamato Progresso Scientifico della tecnica e delle scienze.

La Scienza, finalmente svincolata dai legacci pseudo-teologici che l’hanno costretta per centinaia d’anni a limitare sé stessa, è riuscita in pochissimo tempo a realizzare un vero e proprio balzo in avanti nel progresso umano; generazioni di uomini brillanti, a volte veri e propri geni, sono riusciti a spiegare fenomeni complessi, sia riguardo al funzionamento delle leggi di natura a noi visibili, sia investigando nell’infinitamente piccolo che infinitamente grande.

Ancora c’è molto da studiare, capire, scoprire: basti pensare alla ricerca della cosiddetta “materia oscura” che “deve” esistere ma della quale non si conosce pressoché nulla (senza la materia oscura non si può spiegare la gravitazione universale e si stima che circa l’80% dell’Universo sia composto di tale, ancora, misteriosa materia); oppure del comportamento di particelle sub atomiche (quali i fotoni) che si propagano come onde ma, quando li andiamo ad osservare, diventano particelle (e nessuno ne sa ancora il perché). E così via, l’elenco è ancora molto lungo.

Molte scoperte scientifiche sono sgorgate dalla mente dello scienziato che è riuscito ad afferrarle, spesso anche in modo del tutto “casuale”: erano la risposta logica, arrivata all’improvviso, a problemi che lo assillavano da tempo; la dimostrazione della verità scientifica di quanto enunciato è avvenuta, abbastanza spesso, anche dopo molti anni.

E’ finito oramai da lunghi anni la contrapposizione fittizia tra “spiritualisti” e “materialisti”, aspetti questi apparentemente inconciliabili nella valutazione di uno stesso fenomeno: la Natura. Da quando la Scienza è uscita dalla semplice meccanica newtoniana (tutto si può “pesare” e misurare), la stessa è entrata in un campo molto più ambiguo e sottile (la meccanica quantistica), ove le cose non sono sempre vere, così come si rilevano, ma, piuttosto, vi è la “probabilità” che siano in quel modo.

In altri termini: il secolo passato ci ha dato una visione della Scienza molto più articolata di come il pensiero scientifico si fosse affermato sino a poco tempo prima, dando quindi spazio ad interpretazioni ed accostamenti sorprendentemente vicini a quanto asserito, migliaia di anni fa, dalle scienze Tradizionali.

Le intuizioni sia scientifiche che ermetiche sono in stretta correlazione ed in rapporto alla Intelligenza umana attiva, Principio primo di Luce mentale e Fonte di ogni conoscenza. È proprio per  mezzo di questa Intelligenza che si entra nel Mondo Causale ove è possibile attingere ogni idea capace di integrare ogni problema insoluto.

Questo Centro di Verità è chiamato ERMETE.

È in questo mondo dello Spirito Intelligente, che le menti indagatrici percepiscono e assorbono idee embrionali o sintetiche che permettono scoperte e conoscenze. Questo Centro è da ricercarsi dentro all’Uomo, e questo perché per la legge ermetica unitaria e analogica: “come in alto così in basso”, nel macrocosmo e nell’Uomo microcosmo, risiede lo stesso Spirito Intelligente.

Questo stato vibratorio di Luce eterea nell’Uomo, nel linguaggio figurato simbolico tradizionale sacro è chiamato Dio Padre, Nume, Mercurio, Spirito Santo, Grande Architetto, Eterna Stella di Luce, Sole.

È questo semplice ed unico Elemento Intelligente, Spirito o Essenza Universale, che dà all’Uomo la Coscienza della Verità e la Scienza dell’ Assoluto.

E’ quindi la Scienza Ermetica che collega il finito e l’infinito, integrale e unitaria, fonte di verità assoluta e relativa, che la Tradizione ha conservato intatta e che i sapienti in ogni tempo ci hanno trasmesso nei loro insegnamenti, scritti o orali, dimostrando e testimoniando l’antica conoscenza.

La parola Ermetismo deriva proprio da Ermete Trismegisto, uomo Sapiente (o meglio una Scuola di Sapienti) e Illuminato nei tre mondi o forme apparenti della Natura Unica.

Gli Egizi, i Fenici, i Greci, i Romani ed altri popoli antichi, lo venerarono come un Dio, come è stato già visto in precedenza in altro elaborato, col nome di Thoth, Anubi, Ennanubi, Ermes, Mercurio, Nebo, Esculapio ecc. Ermete è l’attuazione dell’idea di verità e luce e simbolo del moto attivo dello Spirito Intelligente nell’Universo e nell’Uomo. Tutti i nomi attribuitigli non sono che sinonimi di uno stato d’essere di una materia vibrante, di uno stato della Intelligenza umana, veicolo di vita della Creazione e luce della sapienza divina che si converte in forza animica e mentale, sino a dare potenza trasmutatoria e creatrice al pensiero e alla parola.

Le Leggi riguardanti l’esplicazione e l’utilizzo di questa Fonte di Luce sono il patrimonio dei Sapienti Adepti, che nel processo Alchemico trasmutatorio, hanno lambito prima e conosciuta dopo, la Essenza originale.

Il Mistero, che per l’Uomo comune rappresenta il limite della conoscenza umana, resta, per questo uomo, inevitabilmente tale, e ciò perché la mente umana non lo indaga ovvero perché deviata dagli studi di tante varietà di dottrine per cui il semplice molto spesso non ha valore.

L’Uomo di Desiderio, se realmente vuol rendersi conto delle Cause e degli effetti, visibili ed invisibili, nell’Universo infinito, deve ritornare alla Semplicità della Natura e, dopo aver sperimentato e raggiunto il silenzio dei sensi, può intenderne il linguaggio, seguendo sempre il metodo delle idee semplici ed unitarie, ove occorre ritornare alla semplicità di origine delle interpretazioni Elementari, cioè degli stati elementari della materia unica, dei Quattro Elementi costituenti ogni unità della Natura.

Il Quinto Elemento, è il primo ed unico elemento dal quale derivano gli altri stati della materia. La Scienza non ha ancora individuato questo Quinto Elemento o Quintessenza anche, come poco sopra accennato, i Fisici si stanno a tutt’oggi ancora domandando qual è il “quid” che può portare ad una vera Teoria Unificata del Tutto.

L’antica scienza Alchemica, derivata dalla Scienza Ermetica, propone la partenza del processo trasmutatorio da una Materia di Base o Fuoco Saturnio o Materia Prima (in Alchimia si sono praticamente tutti sbizzarriti a chiamare in modi differenti la stessa cosa, e questo è un problema non banale per chi vuole capire cosa effettivamente propongano le tecniche trasmutatorie alchemiche e come operare).

Già questo primo passo è molto oscuro, tanto da essere comunemente chiamato Piccolo Arcano; la conoscenza di questo Fuoco di Saturno (quindi: fisico) o Materia Prima è l’elemento indispensabile per iniziare l’Opera, senza il quale si sta a parlare del nulla!

La Tradizione vuole che questa conoscenza, cioè il disvelamento del Piccolo Arcano, possa avvenire solo per illuminazione diretta: non vi è Maestro che si senta di comunicarla al proprio Discepolo se questi non è pronto, tanto da intuirla da sé.

L’atto successivo consiste nel separare e quindi corrompere e nel sublimare da questa base una Essenza Mercuriale che poi viene moltiplicata e proiettata per uno scopo ben preciso, e cioè la “divinizzazione” dell’uomo,  che raggiunge uno stato di vitalità intelligente, separata e cosciente.

L’Ermetismo concepisce l’Universo (Microcosmo e Macrocosmo) come una UNITÀ sintetica formato da una unica materia primordiale dalla quale tutto ha avuto origine, compresa la Intelligenza Prima Creatrice eterna che l’anima e che come LEGGE regola e conserva l’esistente nell’equilibrio più perfetto. Da quest’unica materia cosmica in perpetuo moto, provengono stati di essere della materia unica che vanno dalla massima condensazione alla massima attenuazione e che nella Visione della Realtà possono sintetizzarsi sotto una forma apparente trinitaria tradizionale, in tre elementi essenziali: Materia, Energia e Vita a cui corrispondono i tre stati nell’Uomo: Fisico, Animico-mentale e Spirituale.

La Scienza Ermetica insegna che il mondo umano è modellato su quello Divino e l’origine del tutto è la causa prima che come legge eterna universale si manifesta e si rivela nei fatti, negli effetti e nelle leggi costanti perfette, armoniche e intelligenti per il progresso della Natura e della sua generazione. Il movimento vitale nella materia unica è in rapporto alla sua condensazione: moto lentissimo nella vita, della materia fisica e moto rapidissimo nel mentale intelligente. Questo moto rapidissimo della forza intelligente eterea, imponderabile e invisibile, infinitamente più veloce della Luce, anima dell’Universo e dell’Uomo, è la VITA.

Questo principio vitale è contenuto in tutto l’esistente, si manifesta nella sintesi dei regni della natura, minerale, vegetale, animale e umano e presiede: a tutte le combinazioni, biologiche, a tutti i fenomeni chimici e fisici, al disfacimento e al rinnovamento o ricomposizione della materia secondo una legge immutabile, e alla riproduzione dei corpi organizzati. Il dinamismo vitale, pur essendo invisibile al senso fisico, è percepibile, nella sua componente essenziale, dall’anima intelligente.

Il principio vitale si trova come elemento virtuale nei semi o germi riproduttivi e generativi delle forme, le cui leggi (per lo più nascoste) erano ben conosciute dal Sacerdozio antico che le applicavano e adattavano nella Medicina a scopo terapeutico e nei processi di trasmutazione e di rigenerazione delle forme.

Nell’Uomo il Principio di Vita che lo anima è la Intelligenza o Spirito mentale che la Medicina Ermetica riconosce come la causa prima di ogni squilibrio del corpo visibile e sensibile. Per l’Ermetismo, l’UOMO è una individualizzazione concreta della materia unica contenente uno Spirito – particella dello Spirito Universale – che può riflettere o l’armonia o la disarmonia della Vita dell’Universo. Quindi una formazione o concretizzazione di esplicazioni organiche della Natura unica, costituitasi per agglomerazioni molecolari seguenti linee di forze magnetiche aggreganti, strutturate, dirette e regolate da una Legge intelligente creatrice che ne determina, le complesse funzioni vitali.

La Scienza medica, che negli ultimi tempi ha fatto rapidissimi progressi negli studi della materia organizzata costituente il corpo umano e sulla funzionalità dei singoli organi, materie studiate in fisiologia, biologia, anatomia, chimica ecc. nelle moderne università, considera il corpo dell’uomo ancora un po’ troppo esclusivamente come un apparecchio meccanico. Già stanno emergendo da vari anni aspetti connessi a malattie psicosomatiche, che riconoscono squilibri fisici derivanti da aspetti problematici della psiche; medicine alternative, quali l’Omeopatia, Agopuntura, ecc.. cercano di implementare l’Essere umano in ove il corpo e lo spirito (o mente che dir si voglia) siano considerati come due aspetti (interconnessi) di una stessa unità.

Ma tali studi saranno sempre in completi se la Scienza non prenderà in esame la genesi di questo meccanismo, cioè il centro produttore della vita organica, principale fattore del corpo fisico.

Secondo la Medicina Ermetica il corpo materiale è il più denso e pesante dei vari corpi dell’uomo e rappresenta solo un contenitore, un vaso in cui è racchiuso un organismo fluidico e mentale, psiche o anima; principio divino intelligente che agisce in esso e che deve continuamente fare i conti con le imperfezioni e disarmonie di questo involucro più grave. Ne studia il suo stato funzionale solamente per mantenere, ristabilire o ridargli il principio di Vita, integrandolo con altre funzioni centrali più alte e complesse, producenti la vita organica.

Basandosi su tali principi la Medicina Ermetica individua e riconosce che ogni squilibrio di forza vitale nell’uomo, per indebolimento, eccesso, o deviamento di essa, (tumori, cancri), genera infermità organiche e funzionali; parimenti il centro della sensibilità ha il potere di risanare e riequilibrare tutto l’essere psicofisico, mediante un farmaco onnipotente: la VOLONTÀ dell’ERMETE, virtù creatrice centrale, generatrice o dissolvente, di ogni Taumaturgia che il Terapeuta integrato coscientemente pone in azione.

La centralità di questo nucleo vitale di essenza eterea, dalla Scienza Ermetica viene identificata nella sintesi costitutiva dell’Uomo, cioè nell’ENTE o Anima Intelligente, che nella individualizzazione umana o incarnazione, prende più esattamente il nome di “Mente”. L’Ermetismo studia quindi l’anatomia di questa sostanza interiore intelligente, Mente di origine divina, procedente da un mondo invisibile di Intelligenze,  retto da una legge regolatrice.

Questo Spirito eterno di essenza perfetta, non suscettibile né di migliorare né di peggiorare, non è separato dalla materia fisica, vive e si rivela in essa e porta con sé una “materia” animica più o meno purificata. La manifestazione dello Spirito Intelligente o principio intellettuale puro è in relazione alla densità ostruente, tenuità o sensibilità, del corpo umano e psichico che lo involge.

Da ciò la necessaria ricerca scientifica ermetica per la conoscenza (nosce te ipsum) di un mondo interiore da purificare[3], per ottenere poi la luce Ermetica che dà la Scienza e la Sapienza della verità dell’esistente, che è la Fonte ideale ove ogni scienza può attingere sapienza per penetrare i misteri delle sintesi causali delle cose e delle leggi regolatrici. Come Scienza idealmente perfetta, dà all’uomo la possibilità di investigare e di risolvere le problematiche più insondabili della Vita Universale e umana, del suo organismo unitario e complesso di Mente e corpo fisico, del  segreto della vita e della morte e della, e quindi della realtà, dell’Uomo e dell’Universo. È applicabile nel mondo della materia fisica, nel mondo psichico (mentale e animico) e nel mondo dell’Intelligenza pura.

Come Scienza Reintegrativa  (o via di Ascenso), tende al raggiungimento della “divinizzazione” dell’Uomo[4], all’acquisizione della conoscenza graduale delle Intelligenze, premessa per operare secondo Scienza e Taumaturgia.

Questa conquista della libertà primitiva divina, è lo scopo ultimo dell’evoluzione dell’uomo, evoluzione dell’ Anima umana, che secondo la scienza ermetica, si svolge in una serie di successive reincarnazioni[5]. La Legge dei ritorni ciclici, vera, profonda, scientifica, perché nella natura delle cose, conosciuta ed accettata dalla Tradizione antica, dai Filosofi iniziati e da tutte le religioni classiche d’oriente e d’occidente, è inesorabile come la morte, senza l’ammissione della quale restano insoluti i problemi della Vita, della morte, della finalità dell’uomo, della sua sopravvivenza, della immortalità dell’ anima.

I continui ritorni reincarnativi di “Natura” portano lentamente, ma in modo certo, alla maturazione animica e mentale dell’uomo (evoluzione progressiva) sino alla sua totale conquista del proprio nuovo “corpo di luce” ovvero, utilizzando un termine in parte improprio, alla sua completa Spiritualizzazione.

L’Intelligenza, dopo la costrizione subita in molteplici incarnazioni – nel periodo di risveglio e di ascenso evolutivo nel tentativo di realizzare se stessa nella materia – riesce, finalmente, ad un certo punto, a creare un legame “simpatico” e permanente di materia sottilissima fra il corpo materiale e la Mente, del tutto separabile ed indipendente dal corpo fisico; si tratta, in definitiva, della creazione di un corpo immortale[6], o “Corpo di Luce Individualizzato”, la cui esistenza risulta essere completamente indipendente dall’andamento del corpo fisico materiale.

In altre parole: mentre tutto l’essere fisico (compresa quindi anche la mente e tutti i suoi contenuti) dopo la morte si va, più o meno lentamente, a “riassorbire” nei suoi componenti-base che lo costituiscono, e quindi ritorna in modo inevitabile a trasformarsi negli elementi chimici che lo compongono, la Mente individualizzata resta viva e cosciente e diventa il “seme” dell’individuo che dovrà ulteriormente svilupparsi in una prossima incarnazione.

È il punto di arrivo cruciale di un’anima evoluta: la creazione di una forma tenue, intermedia  fra la densità della materia fisica (quindi anche mentale) e quella eterea dello Spirito, che sopravvive alla morte del corpo fisico.

Questo nuovo “corpo di luce” individualizzato incomincia a seguire un proprio percorso di “crescita” ove tutti gli input che riescono a modificarlo – e quindi a farlo crescere – sono rappresentati dai “principi” fondamentali che costituiscono le leggi di Natura. In altri termini: nel corso di una esistenza solo pochissimi valori (che sono quelli fondamentali) possono essere “registrati” e quindi diventare  un patrimonio indissolubile ed eterno (e che quindi non si perde a seguito della morte fisica) dell’individuo.   

Nella storia individualizzata attraverso molteplici esistenze, quindi non sarà possibile trovare una memoria di chi siamo stati, cosa abbiamo fatto, quanto abbiamo fatto del bene o del male; nel nostro individuo – o Uomo Storico – sarà invece possibile trovare e riconoscere dei principi “incisi” con forza nel corso di passate esistenze, quali: senso della giustizia, forza interiore, altruismo, generosità, comprensione, ecc…..

I contenuti dell’Uomo Storico, il suo “spessore”, sono quindi grosso modo proporzionati alle esperienze positive, che sono state “incise”, e che sono state effettuate nel corso delle varie esistenze. Da qui la considerazione che l’Uomo Storico vivente in ciascuno di noi è necessariamente ed in modo incontrovertibile, diverso l’uno dall’altro; ognuno di noi ha avuto, nel corso dei secoli, le proprie esperienze ed è riuscito a cogliere quei valori che lo rendono unico rispetto ad un altro individuo.

Come quindi è intuibile questo processo di arricchimento e crescita soggettiva è un lavoro molto lento, e ciò in quanto si svolge secondo “apporti” che vengono dettati da processi naturali: è la Natura, con i suoi tempi che sicuramente non sono i nostri, che attraverso le sue leggi che operano in tutto l’Universo, ci “costringe” a prendere atto di determinate situazioni e quindi di riuscire – se la nostra volontà lo vuole e lo consente – ad arricchire il nostro bagaglio Storico.

Il risultato finale è che nell’Uomo Storico saranno presenti solo quei valori o principi che sono stati “registrati” nel corso delle varie esistenti, mentre tutto il resto – e soprattutto tutte le negatività – va a morire al momento in cui i vari corpi fisici vengono abbandonati dal Principio di Vita.

Dante, nella Commedia, descrive in modo molto efficace questa legge di natura, quando descrive i due fiumi situati nel paradiso terrestre, nel monte del Purgatorio (quindi: fiumi per le anime destinate all’ascenso); il Lete[7], ove si lavano le anime purificate, prima di salire in Paradiso, per dimenticare le loro colpe terrene e, accanto al Lete scorre il fiume Eunoè[8], il fiume del ricordo delle cose buone del proprio passato. Quindi: nel primo ci si scorda di tutte le cose negative, mentre, nel secondo, ci si ricorda di tutto ciò che è stato positivo, di ciò che è degno, sotto un profilo di crescita animica ed evoluzione individuale,  di essere ricordato.

In linea con questa concezione di costituzione fisica-occulta ed ermetica dell’Uomo la Tradizione Alchemica ha sviluppato tutta la sua Dottrina.

Il “meccanismo” che fa funzionare tutto il processo alchemico è piuttosto semplice da comprendere.

Una volta costituito il nucleo animico individualizzato, appartenente al singolo essere umano, occorre tenere presente quanto detto poco sopra e cioè che, secondo l’Ermetismo, esiste una Legge di Natura che consente all’uomo di “registrare” nel proprio essere (il nucleo animico) i fattori positivi[9] (che verranno riconosciuti ed utilizzati nelle varie esistenze future), mentre tutti gli aspetti negativi vanno a morire, di volta in volta, con l’estinzione del corpo fisico.

A questo punto esiste un substrato animico imperituro che rimarrà intatto, senza dissolversi, nel corso delle varie esistenze e che si andrà ad arricchire di tutte le “qualità” che verranno di volta in volta  “registrate”.

In base a questo principio di funzionamento, diventa più agevole capire come le cose si andranno a sviluppare.

la Tradizione Alchemica asserisce che, agendo opportunamente sull’uomo, attraverso tecniche accuratamente nascoste e rese pressoché intelligibili ai non iniziati all’Arte, è possibile “fissare” nel corso di una esistenza, tutti valori che l’Iniziato vuole.

E’ proprio per questo motivo che nei testi alchemici si trova sempre la dicitura “agire contro Natura”, proprio per indicare che il percorso evolutivo alchemico non rispetta i ritmi naturali ma lo stesso viene accelerato in base all’operatività dell’Artista.

Come è facilmente comprensibile si tratta di una enorme responsabilità in quanto con questa operatività si esce dal binomio “Lete-Enouè “ (che funziona su basi di leggi Naturali cui l’uomo soggiace e non può influenzare), per entrare in una fase operativa demiurgica ove il soggetto operante risulta essere l’unico artefice del proprio presente e del proprio futuro.

Nel bene e nel male.

L’Artista ha in mano tutte le carte del gioco ed è in grado di stabilire se vuole operare per il proprio ascenso (distacco dalle forme e da questo piano evolutivo per entrare con il proprio Corpo Mercuriale nel mondo delle cause), ovvero si vuole legare ulteriormente al suo stato attuale.

Queste scelte sono irreversibili, ed è per questo che, poco sopra, è stata ripetuta la frase stranota che il tutto si può acquisire “attraverso tecniche accuratamente nascoste e rese pressoché intelligibili ai non iniziati all’Arte” . Liberandosi quindi, magari poco per volta, da pastoie formate da misticismo, credenze religiose, condizionamenti psicologici, sociali, familiari, culturali e quanto altro, l’uomo che decide di diventare un praticante dell’Arte, riesce finalmente a trovarsi solo, di fronte a se stesso, senza dover rispondere di niente a nessuno, se non al suo Essere; senza temere divinità rissose, vendicative, pietose o amorose e senza temere entità diaboliche, che, tutto sommato, possono solo essere vive ed attive solo nel suo essere.


[1] Proprio in considerazione dell’Unicità del Tutto (ove ogni cosa è integrata ed interconnessa con tutte le altre), si utilizzano, ad esempio,  parole come “materia” e “spirito” – in senso logico contrapposto – in modo del tutto improprio; questo utilizzo deve quindi considerarsi solo al fine di un mero scopo didattico, con l’obbiettivo di intendersi, utilizzando l’uso più comune dei termini.

[2] L’evoluzione del pensiero umano e quindi anche lo sviluppo dell’uomo e del tessuto sociale, segue una scala logaritmica (quindi: non decimale) ove i progressi sono sempre più che proporzionali alla variabile rappresentata dal Tempo. In altri termini: per realizzare le primissime poche cose c’è voluto tanto tempo; negli ultimi 100 anni la Scienza ha sviluppato circa il 90% di tutte le scoperte fatte dall’Umanità.

[3] Purificazione – su questa parola sono state dette tante cose, per lo più vagamente moraleggianti e comunque, spesso, con ampi riferimenti di natura psicologica. Fermo restando che sulla Purificazione occorrerà soffermarsi ampiamente, in un prosieguo, per ora si ritiene utile specificare che, sotto un profilo Ermetico, la Purificazione consiste nello “allineamento” dei Quattro Elementi alchemici che debbono essere focalizzati nel simbolico Centro della Croce (da cui scaturisce la Quintessenza).

[4] Cioè raggiungere la formazione di un “Corpo Mercuriale” – vedi lavoro: Basi della Filosofia Ermerica

[5] Reincarnazione – argomento molto delicato e complesso di cui si è a lungo parlato troppo con scarsa cognizione, sia sulla natura di questa legge che sui suoi principi di funzionamento.

[6] La filosofia Platonica chiama questo aspetto imperituro dell’essere con il nome di  “EONE”

[7] Fiume Lete Il fiume è presente nel X libro della Repubblica di Platone, dove viene narrato il mito di Er, disceso nell’oltretomba per conoscere i misteri della reincarnazione delle anime; In un altro contesto, nei riti orfici si trova la raccomandazione, agli iniziati che sono giunti nell’aldilà, di non bere l’acqua che induce l’oblio, ma di cercare di far tesoro del proprio passato per conseguire un superiore livello di saggezza.

[8] L’Eunoè è un fiume di totale invenzione dantesca; Il significato del nome Eunoè, unione delle parole greche eu (bene) e nous (mente)  è “memoria del bene”, in analogia alla sua funzione, che è quella di riportare alla memoria delle anime il bene compiuto. Dante, molto opportunamente, aggiunge che il potere di questo fiume non agisce se, assieme alle sue acque, non si bevono anche quelle del Lete che, come visto, cancella la memoria del peccato.

[9] Bisogna fare molta attenzione ai termini: in questo contesto “positivo” non ha alcuna accezione né morale né etica. In ermetismo ciò che è positivo è tutto ciò che porta alla propria evoluzione (distacco dal mondo degli effetti – quaternario – per entrare nel mondo delle Cause); viceversa, con il termine negativo, si indica tutto ciò che lega l’uomo al proprio stato ovvero impedisce o rallenta la proipria evoluzione.