Purificare la Luna

Purificare la Luna

Non dormire sotto i cipressi, / poiché non c’è sonno nel mondo. / … / Il corpo è l’ombra delle vesti / che coprono il tuo essere profondo. / Viene la notte, che è la morte / E l’ombra svanì senz’essere. / Vai nella notte solo un contorno, / uguale a te senza volere. / Ma nella Locanda dello Stupore / ti tolgono gli Angeli il mantello. / Prosegui senza mantello sulle spalle, / con quel poco che ti copre. / Allora gli Arcangeli del Sentiero / ti svestono e ti la-sciano nudo. / Non hai vesti, non hai niente, / hai soltanto il tuo corpo, che sei tu. / Infine, nella fonda caverna, / gli Dei ti svestono ancora. / Il tuo corpo cessa, anima esterna, / ma vedi che sono a te simili. / … / L’ombra delle tue vesti / Rimase tra noi nella Sorte. / Non sei morto tra i cipressi. / … Neofita, non esiste morte.

(Fernando Pessoa, Iniziazione, 23 May 1932)

L’iniziazione è un’introduzione sulla via, è un percorso che conduce il neofita dal mondo del manifesto, del sensibile, al mondo dell’immanifesto, dell’occulto, ma non per questo meno reale del primo. Tuttavia, questa introduzione nell’occulto, questo passaggio dal manifesto all’immanifesto, non riguarda tanto un modo diverso di intendere il “mondo intorno a noi”, quanto, piuttosto, un nuovo modo di intendere il “mondo in noi”.

Si tratta, infatti, sub specie interioritatis, di avere una nuova visione di noi stessi, si tratta di assurgere a nuova vita o a Vita Nova, come direbbe il Poeta, si tratta – come abbiamo sentito pronunciare dal nostro iniziatore, il giorno in cui siamo stati ammessi nel N::: V::: O::: – di risvegliarci dal lungo sonno che ci ha accompagnato durante la nostra esistenza, si tratta – ancora – di “ricevere la fiamma ardente che ci consentirà di vincere la potenza delle tenebre”. Quando da postulanti e uomini di desiderio abbiamo ascoltato queste parole, allora ha avuto inizio il nostro percorso iniziatico.


Quel giorno, nel normale stato di coscienza e un po’ frastornato, il postulante, divenuto associato, suppone di non aver compreso niente o di aver appreso poco. Invece, il seme del suo albero è stato ben piantato e si svilupperà a perfezione con il solo rispetto di quelle poche e basilari regole, mentre le successive iniziazioni faranno il resto.

È un seme che con l’aiuto dell’acqua, del giusto calore del sole, dell’aria e del rifugio della terra, crescerà sino a divenire un possente albero, per dare i suoi fiori e i suoi frutti. I simboli e gli stimoli, ricevuti durante l’iniziazione, gli insegnamenti ricavati dalle tornate di loggia ed i lavori, fungono da semi per l’inconscio dell’associato ed è per questo che si utilizzano dei simboli di facile assimilazione, capaci di incidere, a livello subliminale, l’immaginazione del neofita.

L’iniziazione che ci pregiamo di aver ricevuto – con l’ammissione al N::: V::: O::: – non è l’iniziazione virtuale che caratterizza altre organizzazioni, ma è un’iniziazione reale in cui, oltre ad un corpus rituale, vi è un carisma trasmesso dall’iniziatore al discepolo, quella fiamma ardente che ci viene consegnata, per il tramite dell’iniziatore, alla presenza dei Maestri Passati che ne sono i garanti e testimoni.

Ricevuta l’iniziazione, il cammino che si prospetta per l’associato, e comune ad ogni martinista, consiste nel purificare la Luna.


La purificazione, dunque, fa parte del percorso di ogni martinista, più precisamente occorrerà parlare di autopurificazione, purificazione della parte più bassa della sua natura, finché tutto ciò che appartiene alla parte temporanea dell’uomo sia puro, purificazione di quella parte che noi chiamiamo personalità, che non è l’individuo permanente, l’Io spirituale, il nostro Sè, ma l’Io apparente, l’insieme cioè delle qualità e delle caratteristiche che l’individuo raccoglie attorno a sé durante il corso di ognuna delle sue molteplici vite, tutte maschere che sovente trasporta con sé vita dopo vita, tutto ciò che riprende quando torna ad incarnarsi, tutto ciò che l’individualità raccoglie attorno a sé durante la vita terrena.

Purificare la Luna è quella decisione cosciente, quell’atto di volontà che ci consente di scartare tutto ciò che è temporaneo e che appartiene alla personalità inferiore.

Purificare la Luna significa che le passioni e gli appetiti del corpo, le emozioni inferiori che ci sballottolano come nave senza nocchiero in gran tempesta, atti i cui moventi provengono dall’esterno, devono essere conosciuti, dominati e tenuti sotto controllo.

Purificare la Luna è un lavoro di spersonalizzazione che può riassumersi nelle seguenti massime: io non sono il mio corpo, io non sono le mie emozioni, io non sono i miei pensieri.

Come ci ricorda il G::: M::: P::: Giovanni Aniel, questo processo di spersonalizzazione è un farsi vuoto affinché la pienezza dell’Incondizionato cominci a fluire in sé.

È questa una vera impresa di alchimia spirituale, di trans-umanazione o, per usare le parole di L.C. de S.M., è opera di elevazione verso le superiori regioni spirituali.

È la rigenerazione, preludio all’opera di reintegrazione e identificazione con la Vita Una auspicata da Martinez de Pasqually.

A questa natura originaria, in cui l’iniziato si trova in armonia con il suo Principio, deve condurre il percorso iniziatico, a ciò l’iniziato deve finalizzare i suoi pensieri, le sue parole e le sue azioni. In questa sintesi unitiva, come dice il Ph::: In:::, l’immagine divina si riforma, l’anima umana si rigenera, le bellezze dell’ordine si riscoprono e la comunicazione tra Dio e l’uomo è ristabilita.
Hic et nunc.

Iperion S::: I::: I:::