Tavola di smeraldo

APPUNTI SULL’ERMETISMO – PARTE QUINTA

La tavola di smeraldo o smeraldina (in latino tabula smaragdina) è un testo sapienziale che secondo la leggenda sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell’era cristiana. Il testo era inciso su una lastra di smeraldo ed è stato tradotto dall’arabo al latino nel 1250. Esso rappresenta il documento più celebre degli scritti ermetici ed è attribuito allo stesso Ermete Trismegisto. Esso apparve per la prima volta in versione stampata nel De Alchemia di Johannes Patricius (1541).

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Una figura di Basilio Valentino : IL REBIS

APPUNTI SULL’ERMETISMO – PARTE QUARTA


“I miti o deità non sono stati letti nel cielo eppoi riportati sulla Terra bensì sono partiti dall’animo umano, creati dal cuore, dalla psiche dell’uomo per essere poi lanciati nel cielo e questo indica il bisogno, insito nell’individuo sin dall’inizio dei tempi, di trovare una correlazione tra il microcosmo (realtà terrena ed individuale) e macrocosmo (realtà divina), una correlazione quindi tra cielo e terra”
(Carl Gustav Jung)

Moltissime religioni e Tradizioni iniziatiche, riportano come aspetto fondamentale riguardante la Creazione ed il “funzionamento” di tutto l’Universo, il concetto di dualità.

Spirito e Corpo, Caldo e Freddo, Ragione e Torto, Bene e Male, Salute e Malattia, Giorno e Notte, Sole e Luna…. Sono tutti principi concettuali in chiara opposizione tra di loro.

La contrapposizione tra i contrari ha da sempre affascinato l’Uomo, tanto che le Religioni, la Filosofia nelle sue varie declinazioni ed il comune sentire umano, hanno cercato di comprendere questo aspetto di Natura,  e di dare allo stesso una spiegazione, a volte anche metafisica.

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Principi dell’Ermetismo Tradizionale

APPUNTI SULL’ERMETISMO – PARTE TERZA

Nel concetto unitario dell’Universo, cioè dell’Esistente, nella Natura visibile e invisibile (concetto delle antiche Scienze Sacerdotali, dei filosofi Pitagorici e Neoplatonici, e di tutti gli iniziati alla Scienza Assoluta nelle sue Leggi e nella Verità Unica), non possono esistere partizioni o comunque divisioni dell’Unità.

Secondo questo fondamentale Principio Unitario della Scienza Ermetica, la Materia è UNA, formata di una UNICA ESSENZA, sempre viva, in continuo movimento, generante la Vita, che nella sua perfetta Alchimia (ma anche secondo i principi della fisica moderna), si rinnova e si trasmuta nelle infinite gamme vibratorie sino alla consistenza ultima di densità, percettibile e ponderabile costituente la forma visibile a tutti nota.

Concepire questa unità sintetica dell’Esistente, è intendere la Eternità di una Legge Universale Intelligente Creatrice, rappresentata, in modo comprensibile ai più, dal Dio Unico delle religioni classiche, concetto di Unità che la filosofia ricerca in un trascendente o in un immanente.

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Basi della Filosofia Ermetica – La Legge del Binario

APPUNTI SULL’ERMETISMO – PARTE SECONDA

L’Ermetismo è il complesso di dottrine filosofiche che si occupano degli aspetti più elevati e per gran parte sconosciuti della psiche umana. Filosofia elevatissima dunque, ma anche insegnamento pratico, in quanto applicabile all’uomo con risultati verificabili, pur se con metodi di indagine sostanzialmente diversi da quelli propri delle Accademie e delle Università.

Ermes è il nome greco che corrisponde al latino Mercurio o Nebo, l’astuto Nume tutelare di commercianti, avvocati e truffaldini, dei quali si credeva esaltasse le doti di . astuzia, sottigliezza e sagacia. In campo filosofico Mercurio fu l’ispiratore della capacità penetrativa più elevata della psiche, I’intermediario celerissimo tra mente e mondo ultrasensibile, dal quale sempre ritornava per offrire all’uomo doni preziosi. Fu detto Messaggero degli Dei, perché gli Dei stanno nei Cieli (da coelo: celare), ossia in luoghi occulti e remoti nei quali i mortali mai riuscirebbero a penetrare, se non per la benevola intercessione di questo Dio misterioso e amico. Gli antichi Egizi lo venerarono sia come Anubi, protettore della buona sepoltura e difensore dell’anima dalle insidie d’oltre tomba, ma anche, e soprattutto, come Thot , Dio della scrittura, ossia della capacità mediatrice della mente di tradurre in linguaggio articolato le sottili vibrazioni del pensiero; o come, dio del Nilo, sacro fiume donatore di vita e di civiltà. Plutarco lo chiamò Ermanubi, il figlio adultero di Nefti e di Osiride, il quale, abbandonato dalla madre crudele, fu allevato amorevolmente da Iside, di cui divenne fedele custode.

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L’Alchimia Spirituale – La Pietra dei Filosofi

APPUNTI SULL’ERMETISMO – PARTE PRIMA

Secondo i principi dell’Ermetismo tutte le cose derivano da una Causa Prima o Unica Virtù, che si differenzia in miriadi di forme, che rappresentano la manifestazione, nell’’Universo visibile, della capacità plastica di una materia eterea, primordiale, eterna, dalla quale scaturiscono gli elementi e che gli antichi iniziati appellarono etere, sostanza astrale o quintessenza.

Tutto nell’Universo può essere ricondotto all’unità, perché oltre la molteplicità delle forme visibili non vi è che un Unico Principio, in grado di differenziarsi all’infinito o di riassorbirsi, riconvertendosi in pura essenza e potenzialità.

Nelle migliaia di mondi che animano lo spazio infinito, nelle forme armoniose della Natura, come nel corpo dell’uomo, si ripete costantemente la stessa legge, che è legge unitaria perché sottesa dall’esplicazione di una Forza unica e intelligente, eternamente in azione in quanto oltre ogni umano concetto di relativo e temporale. La strada che conduce alla comprensione dell’ essenza dell’uomo passa dunque attraverso l’unitarietà dei fenomeni naturali e quindi della sublimazione del molteplice nell’unità sintetica dell’Unica Virtù.

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